Panchina commemorativa in memoria di Emanuela Massicci.

Progetto vincitore del bando di idee promosso dal Comune di Castignano insieme alla Scuola di Architettura e Design "Eduardo Vittoria" dell'Università di Camerino (SAAD).

Ripaberarda di Castignano (AP) · Inaugurata il 19 dicembre 2025

SCROLL
In memoria

Una maestra, una madre,
una comunità che non dimentica.

Emanuela Massicci aveva 45 anni, lavorava come insegnante ed era madre di due figli. Viveva a Ripaberarda, frazione di Castignano, in provincia di Ascoli Piceno. La sera del 19 dicembre 2024 è stata vittima di femminicidio nella propria casa. Da allora la sua comunità non ha smesso di ricordarla: fiaccolate, iniziative pubbliche e infine un bando dedicato a trasformare il dolore in un luogo permanente di memoria e di impegno civile.

19.12.24Il giorno della tragedia
19Progetti presentati al bando
13.12.25Premiazione del progetto
19.12.25Inaugurazione, un anno dopo

Il concorso

Un bando, diciannove idee,
una scelta condivisa.

Il Comune di Castignano ha promosso un concorso di idee rivolto agli studenti, in collaborazione con la Scuola di Architettura e Design "Eduardo Vittoria" dell'Università di Camerino. Diciannove progetti sono stati presentati e discussi pubblicamente in Sala Consiliare: tra questi, "Esistenza Mutilata" è stato scelto per essere realizzato nei giardini comunali di Ripaberarda, la frazione in cui Emanuela viveva. Il progetto porta la firma di Leonardo Cifola e Umberto Stefani, pensato e realizzato interamente a quattro mani.

"Una panchina rossa, scomoda, che faccia riflettere."

Fabio Polini — Sindaco di Castignano


Il concept

Un nome che è già
un progetto.

"Esistenza Mutilata" racconta nel nome stesso l'idea al centro del lavoro. Una panchina rossa in acciaio è interrotta da un vuoto di 40 centimetri: la rappresentazione fisica di un'assenza che non si può ignorare. Sotto quel vuoto, impressa nel cemento, resta l'impronta delle scarpe di una donna — il segno indelebile di chi occupava quel posto. Dalla stessa ferita nasce una fioriera: la vita che continua a crescere sopra il dolore, a patto di essere curata.

Render della panchina commemorativa Esistenza Mutilata
Render ufficiale del progetto — vista tre quarti.
01

Il posto vuoto

Una mutilazione fisica che rappresenta il posto lasciato libero dalla vittima: un'assenza resa tangibile, non simbolica.

02

L'impronta

Il calco di un'assenza. Un segno indelebile impresso a terra, di chi occupava quel posto e vi rimarrà per sempre.

03

Fiori — memoriale vivente

La vita che cresce sulla ferita. Simboleggia una memoria che, se curata, continua a fiorire.

04

Fili rossi

La memoria fragile che continua: danno forma al vuoto, uniformano la struttura e fanno da tutore ai fiori.

Immagine simbolica ispirata alle scarpette rosse, simbolo internazionale contro la violenza sulle donne

Immagine simbolica di riferimento per il progetto, ispirata alle "scarpette rosse", simbolo internazionale della lotta alla violenza sulle donne.

Un colore, un unico segno.

In tutto il progetto il rosso resta l'unico colore acceso: sulla panchina, sull'impronta a terra, nella grafica del progetto stesso. Un richiamo diretto al linguaggio delle panchine rosse contro la violenza di genere, diffuso in tutta Italia, qui reinterpretato come parte integrante della struttura e non come semplice rivestimento.


Il luogo

Ripaberarda,
giardini comunali.

La panchina è stata installata nei giardini comunali di Ripaberarda, addossata al muro lungo la via principale della frazione: un luogo di passaggio quotidiano, scelto apposta perché il monumento non potesse essere evitato. È stata inaugurata il 19 dicembre 2025, esattamente un anno dopo la scomparsa di Emanuela.

La panchina Esistenza Mutilata installata nei giardini di Ripaberarda Dettaglio dell'impronta a terra e della corona con nastro tricolore Leonardo Cifola e Umberto Stefani il giorno dell'inaugurazione

I materiali

Acciaio, colore,
una memoria che dura.

La struttura è pensata per restare: una lastra monolitica in acciaio al carbonio, tagliata al laser, pressopiegata e saldata, senza elementi accessori che possano danneggiarsi o essere rimossi. Un ciclo di finitura in tre passaggi protegge il colore e il metallo nel tempo.

Disegno tecnico assonometrico della panchina

Assonometria — scala 1:10

Render delle lastre in acciaio piegate, colore Rosso Traffico RAL3020

Lastre in acciaio, Rosso Traffico RAL3020

Materiale
Acciaio al carbonio S235JR, spessore 8mm — tondini in acciaio inox 5mm
Lavorazione
Taglio laser, pressopiegatura e saldatura — struttura monolitica
Finitura
Sabbiatura, zincatura a caldo e verniciatura a polvere — colore Rosso Traffico RAL3020
Dimensioni
1780 × 660 mm, altezza seduta 460mm — vuoto centrale di 400mm
Sostenibilità
Acciaio riciclabile al 100% e all'infinito, impatto ambientale minimo a fine vita
Rosso Traffico RAL3020
Acciaio zincato
Cemento a vista

La stampa

Una storia raccontata
insieme alla comunità.

L'inaugurazione è stata seguita dalle testate locali, con interviste ai due autori del progetto sul significato della panchina e sul percorso che ha portato alla sua realizzazione.

Leonardo Cifola intervistato da TGR Marche
TGR Marche
Leonardo Cifola, studente Unicam, intervistato il giorno dell'inaugurazione.
Leonardo Cifola intervistato da VeraTV
VeraTV
"Femminicidio Ripaberarda — Inaugurata la panchina rossa dedicata a Emanuela".
Leggi l'articolo su L'Ancora Online → Leggi l'articolo su L'Ansa →
Leonardo Cifola
Studente Unicam SAAD

Ha ideato e sviluppato il progetto insieme a Umberto Stefani, seguendone ogni fase, dal concept alla realizzazione.

Umberto Stefani
Studente Unicam SAAD

Ha ideato e sviluppato il progetto insieme a Leonardo Cifola, seguendone ogni fase, dal concept alla realizzazione.

Scuola di Architettura e Design Eduardo Vittoria - Università di Camerino Comune di Castignano

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